Da dove vengo?

Sono Sanna Dia, nata nel 1979 a L’Aia, seconda di tre figli di madre olandese e padre libanese. Fin da piccola ho potuto sperimentare il modo in cui i miei genitori riuscissero a incontrarsi, al di là delle diversità delle rispettive culture e religioni in cui erano cresciuti. Per l’educazione dei loro figli, hanno trovato una via nella scuola libera: un mondo accogliente dove i bambini vengono trattati con rispetto, dove si possono ascoltare storie da ogni angolo del mondo e celebrare le feste annuali.

Sono grata per i miei giorni di scuola e per le lezioni di violoncello di Wouter Mijnders, che mi hanno insegnato molto di più che semplicemente suonare uno strumento. Come si ascolta? Come ci si sintonizza con un’altra persona? Come si trova il proprio suono? Alla Hoge School Voor de Kunsten (Accademia delle Arti) di Utrecht ho studiato Teatro ed Educazione Interculturale. Eravamo un gruppo di 15 studenti provenienti da diversi Paesi. Ci hanno insegnato a esplorare la diversità linguistica, culturale e religiosa. Durante quel percorso, abbiamo imparato a creare immagini teatrali che trascendessero le differenze.

Inoltre ho studiato per diventare insegnante di teatro e in questo ruolo ho svolto il mio tirocinio finale presso il Geert Grote College di Amsterdam (Scuola Superiore Steineriana). Lì mi sono sentita a casa e ho imparato a lavorare dal punto di vista delle scienze umanistiche: quale esercizio teatrale corrisponde alle fasi di sviluppo del bambino? Il mio interesse per il corso della vita dell’uomo è diventato ancora più vivo quando, all’interno della scuola, mi è stato chiesto di supervisionare gli insegnanti.

Mi incuriosiva il modo in cui l’allievo invitava (o meglio sfidava) l’insegnante a evolversi esso stesso. Desideravo diventare più abile nel guidare l’insegnante a scoprire, nel suo modo di insegnare, ciò che emergeva dal suo passato e quindi mi sono avvicinata al lavoro biografico. Ho iniziato ad assistere i genitori, perché il passato di ognuno di noi riecheggia anche nella genitorialità e nella formazione.

Cosa faccio ora?

Ora vivo e lavoro con mio marito Floris Andrea e i nostri tre figli più piccoli nel nord Italia. In una vecchia cascina in mezzo alla natura, sede del laboratorio pedagogico e biografico. Qui arrivano persone per seguire programmi individuali, riceviamo scolaresche da diversi paesi per settimane di lavoro sociale in cui la natura e la cultura sono centrali, e gruppi di insegnanti vengono a imparare insieme, e dalle reciproche storie di vita, per arricchire la loro intuizione pedagogica. In Piemonte e in Puglia sostengo diverse iniziative educative, guidando insegnanti e genitori nella loro ricerca pedagogica.


Online, lavoro sia individualmente che con gruppi. Questo mi permette, ad esempio, di continuare a collaborare con il Geert Groote College di Amsterdam e di essere presente per gli insegnanti e i genitori che vivono più lontano. Sono collegata all’Instiuut voor Biografiek Instiuut voor Biografiek nei Paesi Bassi, dove lavoro come insegnante per il corso di coach biografico per genitori. A Verona, in Italia, insegno al terzo anno del corso di Counselling Biografico presso l’Arte dell’Io e umanita.

Qual è la mia direzione?

Come il Sole del cielo
invia luce alla Terra ogni giorno,
così ogni giorno la mia anima
si volga al giusto agire,
così ch’io divenga un essere completo;
corpo, anima e spirito
per il tempo e per l’eternità.

R. Steiner